Legno, essenze locali in Sardegna

La flora in Sardegna presenta diverse varietà di alberi autoctoni che proliferano senza l’intervento umano e che sono da tempi remoti utilizzate per la fabbricazione dei manufatti lignei. La scelta del legno per la realizzazione dei manufatti locali, la cui fabbricazione artigianale include nelle fasi di lavorazione la decorazione con la tecnica ad intaglio, viene compiuta in base alla durezza, termine che riferito alla materia lignea indica il grado di malleabilità e, per precisione, la maggiore duttilità.

 

I legni duri sono i più resistenti e maggiormente indicati per il tipo di decorazione locale. Tuttavia i più lavorati sono alcuni tipi di legni semiduri, le cui caratteristiche di resistenza e adattabilità agli sbalzi di temperatura, conseguenti una buona stagionatura, coniugate ad un minimo di malleabilità per la decorazione, risultano essere il giusto compromesso per realizzare manufatti durevoli. Tra le piante locali che forniscono legni duri, ricercati per la resistenza e la duttilità nella lavorazione dei motivi ad intaglio, troviamo il noce (Juglans regia), l’olmo (Ulmus montana), la quercia (Quercus petraia) e l’olivo (Olea europea).

 

Tra le essenze più utilizzate che forniscono legno semiduro si trova il castagno (castanea sativa), localmente castangia - il cui uso si associa alla realizzazione della cassa nuziale, elemento principale della cassa tradizionale e con maggiore diffusione nel territorio – ed il ciliegio (Prunus avium o cerasus) dal caratteristico colore rossastro che sfuma nel tempo.

 

Il più utilizzato tra i legni teneri è il pero (Pyrus comunis), impiegato per la realizzazione degli utensili ed altri oggetti di minori dimensioni.

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