Argilla locale

Nella produzione della ceramica tradizionale in Sardegna venivano utilizzate esclusimanete argille locali. La cavatura sotterranea, svolta scavando gallerie non superiori ai quattro metri di profondità, richiedeva la partecipazione di più braccianti oltre il vasaio. La competenza del vasaio era indispensabile in questa fase per l’identificazione delle qualità della terra e della sua composizione, da miscelare in seguito in funzione al manufatto che si voleva realizzare: vasi da acqua o recipienti per alimenti.

 

La preparazione dell’argilla continuava nei laboratori dove si miscelavano le diverse qualità e si predisponeva l’essiccatura completa al sole. Seguiva la frantumazione e la pulitura delle polveri, quindi si creavano gli impasti con l’acqua che venivano amalgamati, a più riprese, con i piedi ed infine impastati a mano.

Contenuti collegati:

Centro territoriale generale: 

archivio
dei saperi artigianali
del mediterraneo

mediterranean
crafts
archive

X
Loading