Manufatti lignei tradizionali della Sardegna

La lavorazione del legno e la decorazione ad intaglio in Sardegna è legata tradizionalmente ad alcuni manufatti tra i quali domina prevalente la tipica cassa del corredo, elemento domestico per eccellenza.

 

La casa sarda nel periodo che precede gli inizi del secolo scorso, in ambiente rurale, era diffusamente povera ed il suo arredamento consisteva in pochi elementi quali la cassa, sa cascia, i tavoli, in particolare quelli per la preparazione degli impasti, sa mesa, sa mesa po su pani, la panca, sa panca, gli sgabelli, is scannus, le sedie, is cadrigas, e le piattaie, is parastaggius, oltre a diverse rastrelliere dove riporre gli utensili da cucina e da lavoro. In definitiva erano proprio gli utensili con le loro cromie a colorire e completare l’aspetto della casa: le pentole in rame, i cesti ad intreccio ed i contenitori in terracotta appesi al muro determinavano la ricchezza dell’ambiente domestico, composto nelle realtà meno abbienti da una sola stanza divisa per aree funzionali.

 

Della cassa si distinguono due tipologie principali, identificative di due differenti aree regionali di produzioni: la barbaricina e la lussurgese.

 

La cassa barbaricina ha forma di parallelepipedo, con maggiore sviluppo in altezza rispetto alla lussurgese, e poggia su due zoccoli a cavalletto disposti perpendicolari al fondo della cassa. Il paliotto frontale ha una ricca decorazione ad intaglio costituita da più cornici con moduli geometrici e floreali stilizzati. Le cornici venivano realizzate separatamente dagli intagliatori e poi applicate con diverso metodo di raccordo sugli angoli e sugli innesti. Nel rettangolo centrale del motivo decorativo, sa mustra, che può essere anche diviso in due quadranti, sono inseriti moduli zoomorfi di uccelli stilizzati, decorati nel piumaggio, disposti affrontati su moduli geometrici di triangoli e clessidre o su motivi floreali stilizzati come la rosetta o l’albero della vita.

 

La cassa lussurgese è più bassa e con maggiore sviluppo orizzontale. Gli zoccoli di sostegno sono aggettanti e maggiormente decorati. La caratteristica che la distingue dalla barbaricina, oltre all’altezza, è la decorazione del paliotto, generalmente composta da conici concentriche con motivi vegetali stilizzati, realizzate ad in taglio, e da un rettangolo centrale privo di decorazione.

 

L’intaglio trovava applicazione su altre produzioni lignee strumentali alle attività della donna in ambiente domestico. Alcuni utensili per la tessitura e per la lavorazione del pane, spesso riccamente intagliati, componevano il corredo festivo e per tanto venivano prodotti e donati, dallo sposo o dalla famiglia con abbellimenti decorativi. Il telaio, in particolare, posto sull’uscio della casa per sfruttare al meglio le ore di luce, poteva avere oltre alla valenza funzionale anche valenze estetiche e di rappresentanza sociale. Cosi pure gli attrezzi per la filatura, attività spesso svolta all’esterno della casa ed in condivisione con altre donne, venivano decorati in modo simbolico e rappresentativo di agiatezza e competenza tecnica della tessitrice.

 

La lavorazione del legno era diffusa nel territorio per la sua rilevante necessità legata alla realizzazione di strumenti per lo svolgimento delle attività di sussistenza, agresti e pastorali, ma le decorazioni eseguite ad intaglio non avevano qualità omogenea. Spesso erano gli stessi pastori o contadini a dedicarsi alla lavorazione di piccoli utensili in legno che intagliavano con la punta del coltello. I falegnami intagliatori più qualificati, invece, lavoravano per lo più su committenza o su produzioni di uso diffuso che poi venivano fatte circolare dai venditori ambulanti o presso i principali mercati. Sono noti nella memoria popolare delle generazioni anziane, in tutte le aree del territorio isolano, i venditori di turuddas - colini, mestoli e sassole- e talleris, taglieri, di lavorazione barbariciana. Di conseguenza, le botteghe più grandi, attrezzate e tecnicamente specializzate, si formeranno in centri corrispondenti ad una maggiore ricchezza della committenza. Nonostante ciò, la circolazione dei manufatti e la possibilità di adempiere a committenze extralocali, secondo precisi regolamenti, permetteva il diffondersi degli stili e tecniche dai centri principali verso le località rurali.

 

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