Gioielli per l’abbigliamento tradizionale

Gioielli strettamente connessi al complesso sistema vestimentario tradizionale, sia maschile che femminile; sono funzionali a chiudere o unire diversi capi, ma hanno al contempo anche una fortissima valenza decorativa e apotropaica

 

Bottoni buttones
Diffusi in tutta l'Isola presentano delle differenze nelle diverse sub regioni. Sono il gioiello più diffuso, sia in coppia come chiusura del collo delle camice sia, in numero di dieci e più, sa buttonera, come chiusura delle maniche dei giacchetti. Bottoni a piastra: quasi sempre maschili, utilizzati per chiudere i giacchetti, sono molto diffusi nell'area del Sulcis-Iglesiente. Possono essere rotondi, quadrangolari, esagonali e ottagonali, oppure ottenuti da monete; sono in argento. bottoni a pigna: sono costituiti dall'unione di due calotte, una emisferica e una, la superiore è conica. Bottoni a bacca: sono costituiti dall'unione di due calotte emisferiche. Le calotte erano ottenute da dischi metallici, prevalentemente in argento, piatti e sottili, questi venivano foggiati in forma emisferica o conica mediante battitura con un punzone. La fase veniva effettuata sopra una spessa piastra d'acciaio con una serie di cavità e di vario diametro, la bottoniera, che sagomavano così il metallo nelle forme desiderate, emisferiche o coniche. Esistono esemplari in lamina intera o traforata, in filigrana a giorno e a notte, ovvero con o senza effetti di trasparenza, ma non di rado diversi sistemi esecutivi coesistono in un unico manufatto. La faccia anteriore dei bottoni è spesso arricchita con granuli, pipirinos, e rombi di lamina saldati, iscattas, oppure con piccoli cerchi di cordella metallica ritorta, granutiglios, oppure con placchette circolari incise a V, piccadura. La sommità evidenzia normalmente un grosso granulo o un alto castone che contiene per lo più una pietra rossa o turchese, molto spesso un vetro colorato. Le dimensioni sono varie, da quelli piccolissimi di alcune camicie dell'abito quotidiano a quelli, a volte del diametro di 6 cm e del peso di oltre 100 grammi ciascuno, usati a Ittiri nell’insieme di gala. I motivi decorativi dei bottoni sono generalmente corolle, sa rosetta, spirali o schemi geometrici concentrici. Sono prevalentemente in argento ma, soprattutto in Campidano, sono diffusi anche in oro.

 

Gancere
Sono catene, più o meno lunghe, adoperate nelle aree centrali e meridionali dell’Isola per chiudere determinati capi di abbigliamento, prevalentemente femminili, come i fazzoletti, le cappe e i grembiuli. Realizzate in argento, hanno due estremità per lo più costituite da cuori, croci, figure zoomorfe e fitomorfe. Queste parti vengono cucite ai capi di vestiario e hanno ganci di chiusura del tipo maschio e femmina. In taluni esemplari composti da due segmenti separati i ganci sono centrali.

 

Spille
Le spille erano gioielli esclusivamente femminili, utilizzati per chiudere le camicie, per fermare il copricapo, per tener fermo sul petto lo scialle. Sono diffusi esemplari realizzati in argento, argento dorato e soprattutto in oro e hanno diverse forme. È senza dubbio molto presente la foggia definibile a fiore, costituita da una corolla saldata ad uno stelo dal quale si originano alcune foglie. A Dorgali il tipo a fiore presenta una forma planare molto stilizzata, quasi stellare, ed è eseguita a lustrino, cioè con parti lucidissime in lamina d’oro che contrastano con inserti in filigrana opachi. Una spilla analoga, ma limitata alla sola corolla, si ritrova nel Nuorese e in Baronia. In Gallura un genere spilla anch’essa a lustrino, auza a calizi o auza a palma, normalmente circolare o ovale e spesso in oro rosso, reca schemi a giglio, a palma o a forma di albero della vita. Nel circondario di Cagliari, nell’Iglesiente e nel Sulcis la spilla a fiore, ugualmente strutturata con accostamenti di lamina e filigrana, assume una fisionomia più fastosa e meno piatta ed è arricchita da imperlato e da una grossa pietra ovale oppure da un cammeo centrali, dai quali si diparte una raggiera di petali frastagliati o romboidali incisi a bulino. Questa spilla è detta margherita o girasoli. Per il Campidano di Cagliari, si deve segnalare la singolare la spilla denominata su piccioni, riconoscibile per la forma a cuore, con una cornice articolata sulla quale risaltano minuscole figure di volatili o pesci, e con un inserto centrale in stagnola cremisi che fa spiccare applicazioni di fili ritorti e perline.

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