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Sergio Serra con il suo mobilificio artigianale porta avanti una tradizione di famiglia che tramanda preziose competenze da quattro generazioni. Fondata nel 1898 dal bisnonno Giuseppe, l’attività si è affermata nel territorio con una esclusiva produzione di mobili tradizionali, composta da pochi e pregiati elementi d’arredo caratterizzati da un distintivo repertorio di motivi decorativi realizzati ad intaglio. Negli anni Novanta il laboratorio artigianale, dopo un secolo di accurato lavoro, si trasferisce dal centro di Mogoro alla nuova area limitrofa artigianale, ingrandendo gli spazi e attrezzandosi dei più moderni macchinari. Oggi la produzione è costituita da un’ampia gamma di mobili su misura e arredi per abitazioni e strutture ricettive, mantenendo il distintivo tratto tradizionale espresso, in particolar modo, dalla maestria tecnica d’esecuzione delle decorazioni ad intaglio che ripropongono, con gusto nuovo, antichi codici di un linguaggio acquisito attraverso un pregiato passaggio di competenze da padre in figlio.

La falegnameria artigianale Castangia, fondata nel 1972 da Bernardino Castangia, da subito si specializza nella progettazione e realizzazione di infissi e porte di alta qualità di manifattura. Ancora ragazzino il figlio Maurizio frequenta la falegnameria attivando un prezioso percorso di apprendistato che lo porterà a conoscere e gestire con competenza le procedure e i segreti del mestiere, subentrando formalmente, nel 2008, alla guida dell’impresa. Con la gestione di Maurizio la produzione viene ampliata ed indirizzata sempre di più verso la realizzazione di complementi d’arredo, spesso collaborando con professionisti del settore quali architetti e progettisti, trovando più soluzioni capaci di soddisfare le diverse richieste del mercato con risposte altamente personalizzate.

La Sartoria Mura racconta una felice storia familiare che ben rappresenta la virtuosa evoluzione di una rappresentativa lavorazione tradizionale che ha trovato nel suggestivo paese di Orani un particolare e fortunato sviluppo. Gianni Mura inizia la propria formazione professionale ancora bambino, all’età di appena undici anni, presso la sartoria del maestro Mauro Campus, per poi proseguire a Nuoro presso la sartoria del maestro Nando Aru. Nel 1962 apre la propria sartoria ad Orani, dove decide di portare avanti con costanza e ferma determinazione, la tradizionale confezione sartoriale maschile. La passione del padre contagia i figli Gonario e Giuseppe, che approfittano delle vacanze scolastiche per apprendere, anche loro bambini, i segreti del mestiere. Nel 2005 entrano ufficialmente in azienda portando idee e visioni innovative. Al velluto e all’orbace di lana, usato tradizionalmente in sartoria, si affianca il jeans il lino e la seta. Manufatti tessili dal deciso valore artistico e decorativo, ispirati alla importante e significativa storia artistica locale e destinati all’arredo della casa, affiancano la tradizionale produzione sartoriale, aprendo la sartoria a nuovi e interessanti scenari.

Vincenzo Casu, artigiano esperto nella lavorazione del legno, fonda la falegnameria Techno Legno Plus nel 1977 a Mogoro, paese dell’oristanese ricco di viva tradizione. Artigiano di terza generazione, consolida e porta avanti le competenze familiari, trasferendo oggi la sua passione al figlio Luigi, lavorando negli anni su tutto il territorio isolano con la produzione di arredamento in legno su misura, del quale cura ogni singola fase fin dalla prima progettazione. Personalità creativa e sperimentale esprime un innato stile contemporaneo che lo porta sin da giovanissimo a viaggiare ed entrare in contatto con culture diverse. Intuito e attenzione per l’innovazione lo fanno collaborare con architetti in progetti strutturali e di nuovo design, ultimo dei quali è la riuscita linea di mobili e complementi d’arredo DMogoro, realizzata con l’architetto Roberto Virdis. La Techno Legno Plus, promuove ed aggiorna la sua produzione partecipando ai principali eventi fieristici del settore artigianale e d’arredamento.

Stefano Mereu, falegname ed intagliatore di Villamassargia, inizia l'apprendistato giovanissimo, appena quattordicenne in un laboratorio artigianale del suo paese. Appassionato per le lavorazioni più ricercate, nel suo percorso formativo seleziona i suoi maestri per la loro bravura e capacità di trasferire competenze. Nel 2007, forte delle abilità acquisite, decide di mettersi in proprio aprendo la sua falegnameria artigiana, avvalendosi negli ultimi anni della collaborazione dell’amico e collega Marcello Tosi, esperto falegname. Il suo intento è quello di svolgere lavori altamente personalizzati che si contraddistinguono per la qualità di manifattura sempre accompagnata da un’accurata scelta dei migliori materiali. Ogni lavoro nasce e si sviluppa in sinergia con il cliente fin dalla prima progettazione, in un percorso di preziosa interazione che porta alla realizzazione di oggetti unici e destinati a durare nel tempo.

In un suggestivo contesto naturale nel paese di Narbolia si trova il creativo laboratorio di Leander Lukas Loewe, in cui prende vita un’originale e riconoscibile produzione che si contraddistingue per la filosofia artistica e la contaminazione delle tecniche artigianali. I suoi genitori, Loewe Rainer Ernzt e Voigt Sabine Ursula, orafi con forte propensione alla sperimentazione artistica e creativa, si trasferiscono in Sardegna nel 1981 attivando una produzione di gioielli realizzata con le materie prime locali, corallo e ossidiana. Agli inizi degli anni Novanta alla linea di gioielli si aggiunge la produzione delle Cassette in trachite, oggetti artistici e decorativi di originale carattere e personalità ispirati alle architetture rurali della Sardegna, che divengono nel tempo il manufatto connotativo del laboratorio. Oggi Lukas, Maestro Orafo formato all'Istituto d'Arte di Sassari, con il prezioso aiuto di Lorella Tola, storica collaboratrice del laboratorio, porta avanti le produzioni di famiglia e sviluppa nuove idee, innovando con la personale sensibilità artistica il processo creativo e artigianale.

Grazia Pastorino inizia il proprio personale percorso di ceramista all’interno di una cooperativa sociale, grazie alla quale riesce a portare avanti l’impegno con il proprio progetto artistico. Dopo un intenso periodo di formazione, durante il quale sviluppa le proprie competenze grazie ai preziosi insegnamenti di abili ceramisti dorgalesi, diventa responsabile per la cooperativa del laboratorio di ceramica, proseguendo nell’attività di direzione artistica per circa venti anni. Nel 2009 l’attività della cooperativa evolve e Grazia decide di proseguire da sola, aprendo un laboratorio con spazio espositivo a Nuoro, davanti al suggestivo scenario del monte Ortobene. Disegni e suggestioni legate alla tradizione sarda caratterizzano la produzione, specializzata nella proposta di una vasta e articolata gamma di elementi di illuminotecnica, oggetti personalizzabili, declinati attraverso innumerevoli varianti di forma e delicate gamme cromatiche.

La Falegnameria Ziranu & Balvis è oggi gestita da Francesco Balvis ma nasce nel 1960 dall’esperienza di Giovanni Ziranu, esperto e abile falegname. Giovanni abbina alle tecniche di falegnameria classica, acquisite presso una rinomata falegnameria di Nuoro, le più tradizionali tecniche d’intaglio e intarsio, apprese a bottega in un laboratorio artigiano di Orani. Con grande impegno trasferisce il proprio sapere al nipote Francesco, che sin da ragazzo dimostra una vera passione per il mestiere, frequentando nel periodo estivo la falegnameria dello zio. Nel 2001 subentra nella gestione della ditta, ampliando la produzione e perfezionando le tecniche secondo moderni criteri esecutivi. Alle tradizionali tecniche di falegnameria e di intaglio si affiancano lavorazioni in grado di rispondere alle esigenze di una moderna clientela, attenta alle esigenze di un vivere contemporaneo ma che vuole comunque mantenere vivo il collegamento con la ricca e colta tradizione locale.

La storia della ditta Artintaglio inizia con la straordinaria figura di Giovannimaria Solinas, Mastru Mimmiu, e rappresenta in maniera egregia il particolare evolversi, attraverso tre generazioni, della preziosa arte artigiana dell’intaglio e della lavorazione del legno. Maestro artigiano di straordinaria abilità e competenza, partecipò con le sue opere alle grandi esposizioni di Firenze e Milano del 1925, dove gli vennero conferiti il primo premio e la medaglia d’oro. Mario Renzo, figlio di Mastru Mimmiu, ancora quattordicenne entra nella bottega del padre, dove apprende l’arte del lavoro su legno, ma ancor di più intuisce le grandi potenzialità della competenza familiare, individuando nuovi prodotti e settori, mettendo il proprio particolare estro artistico a servizio dell’azienda. Il figlio Giovannimaria eredita il nome e l’abilità del celebre nonno, così come Maria, anche lei nipote di Mastru Mimmiu, abilissima intagliatrice, che fin da bambina frequenta la bottega di famiglia e all’età di quattordici anni decide di indirizzare la sua competenza all’arte dell’intaglio, raggiungendo risultati artistici di rara perfezione e bellezza. Fondamentale è anche la collaborazione con l'intagliatore Angelo Beccu per sviluppare progetti di particolare pregio e complessità. Il restauro dei manufatti lignei delle sale Appollinee del celebre Teatro La Fenice di Venezia, ottenuto con straordinario successo nel 2003, confermeranno in tutto il mondo la competenza della bottega artigiana sarda. Importante la collaborazione con lo studio romano dell’architetto Lopez, che permette all’azienda di sviluppare interessanti progetti internazionali a Parigi e negli Emirati Arabi.

Stefano Piga, abile artigiano del ferro, inizia il suo apprendistato nella bottega di un fabbro giovanissimo, appena quattordicenne. Da quella prima esperienza all’apertura nel 2000 del suo laboratorio artigianale, Su Ferreri, la sperimentazione e l’indagine sulla lavorazione del ferro è un crescendo di esperienze e perfezionamento che lo portano ad acquisire sempre nuove competenze oltre che a definire uno stile personale ispirato dalla natura, di cui riprende con grande capacità di mimesi elementi floreali. Nella sua produzione si legge il processo creativo che nasce dalla sinergia con il cliente per la creazione di oggetti altamente personalizzati, unici e di accurata manifattura. Negli anni di lavoro l’artigiano ha stretto collaborazioni con architetti e artisti locali per la realizzazione di progetti e opere d’arte integrate nel territorio.

Una preziosa storia familiare, fatta di competenze antiche e nuove intuizioni, è alla base e sostiene con forza dinamica la nota produzione tessile artigianale di Mariantonia Urru. L’azienda nasce nel 1981 per volontà e passione della sua fondatrice, Mariantonia, a Samugheo, paese del centro Sardegna rinomato per la viva tradizione di manifattura tessile, caratterizzata da un antico linguaggio fatto di simboli e di tecniche al telaio manuale. Oggi, sotto la sapiente guida dei figli Giuseppe e Graziano Demelas, la produzione si distingue e si caratterizza per l’accurata traslazione della tradizione in una forma attuale e contemporanea, che preserva e recupera elementi tecnici e stilistici con approccio innovativo elaborando manufatti di nuovo design. Nel percorso produttivo e di ricerca stilistica si sono sviluppate interessanti collaborazioni con importanti designer, attivando processi creativi di forte sinergia progettuale. L’azienda oggi si rivolge ad un mercato internazionale con una proposta diversificata, indirizzata ad una clientela di gusto contemporaneo e sensibile all’unicità e al pregio della manifattura artigianale.

Luigi Pitzalis nella sua bottega di lavorazione del rame ad Isili, è l’unico custode di un importante tassello della tradizione artigianale in Sardegna. I ramai di Isili, nella cultura locale, erano rinomati in tutto il territorio per la caratteristica produzione di pentole e utensili da cucina, preziosi elementi da corredo sempre esposti alle pareti dell’ambiente domestico come segno di valore estetico e ricchezza. Il pregio delle forme sagomate, martellate, decorate e lucidate si univa all’alta prestazione funzionale che i singoli manufatti in rame restituivano nei diversi impieghi di vita quotidiana. Luigi Pitzalis, nato ad Isili da un’antica famiglia di ramai spiega "In natura la forma è determinata dalla funzione. Sono convinto che un oggetto perfettamente funzionale sia al tempo stesso esteticamente perfetto". Il concetto corrisponde alla sua produzione. Oggetti perfetti per funzione ed estetica, riecheggiano valori di un lontano passato restituendo nelle forme il senso di un riuscito progetto, con accezione contemporanea ed in definitiva senza tempo.

Le maschere di Graziano Viale esprimono il carisma della metamorfosi, del mondo magico e teatrale che si racchiude dietro la possibilità di cambiare il volto, di trasformare un’immagine. Originario del nord Italia, instancabile viaggiatore e narratore di mille suggestioni, Graziano approda in Sardegna con la curiosità e l’abilità d’indagare negli animi identitari dei popoli e di costruire mutevoli volti rappresentativi ed evocativi di tradizione. Le sue maschere in pelle, firmate internamente Safir, sono finemente realizzate per essere indossate con accordo plastico e corporeo, dedicate al mondo del teatro e della performance così come al singolo amatore, a chi è sensibile al fascino mutevole della maschera e al suo potere simbolico e decorativo. Collabora costantemente in progetti di teatro classico e d’avanguardia e le sue maschere sono presenti in numerosi teatri italiani, europei e nel mondo. Sviluppa iniziative culturali e nelle scuole italiane con seminari e laboratori sulla storia e sulla costruzione della maschera in cuoio.

Akrenoera, laboratorio artigianale di Samugheo, nasce nel 1999 per volontà e intuito di Antonella Musu e Luigi Todde, proponendosi da subito come studio artistico in cui ricerca e sperimentazione sono finalizzate alla realizzazione di oggetti in vetro dalla personalità distinta ed eloquente. Dalla lavorazione di un materiale antico e misterioso si legge un percorso creativo che vuole raccontare la Sardegna nelle forme, a volte rotonde a volte lineari, e nei colori che la natura isolana mette in forte contrasto. Vetrate, pannelli, installazioni artistiche, piatti e vasi, ogni manufatto esprime e racconta nella trasparenza cromatica suggestioni di una tradizione multiforme che rimanda alla natura e alle usanze di un popolo arcaico, così come arcaica è la lavorazione del vetro.

Giampaolo Gabba porta avanti con sapienza e dedizione l’eredità della storica sartoria di famiglia GiTiRoMa, fondata dal padre Francesco e dalla madre Maddalena nel 1954. Dopo un lungo periodo di lavoro all’interno dell’azienda familiare, nel 2001 decide di intraprendere un proprio percorso imprenditoriale e apre la Sartoria Gabba nel centro storico di Nuoro. La lunga esperienza e conoscenza del settore, unita alla personale attitudine e alla meticolosa ricerca e riscoperta di antiche tecniche sartoriali, lo portano all’elaborazione di una collezione di manufatti tessili dal gusto originale e ricercato, capi che includono oltre all'abbigliamento pret-a porter e su misura, accessori e oggetti destinati all'arredo e al decoro della casa. Oggetti caratterizzati dal forte richiamo alla tradizione artigianale sarda, impreziositi da originali ricami e pittura su stoffa, dove anche la scelta dei materiali, sapientemente selezionati in base ad esplicite caratteristiche e peculiarità estetiche, fa parte di un coscienzioso percorso creativo, all’interno del quale trovano ampio spazio importanti considerazioni etiche e culturali.

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